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IL LAVORO TEMPORANEO

La legge che regola in Italia il lavoro temporaneo è la numero 196/97

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Le società che forniscono lavoro temporaneo devono essere inscritte in un apposito Albo ministeriale. ha ottenuto l'autorizzazione nº 10 del 23/12/97.

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I casi previsti per l'utilizzo del lavoro temporaneo sono:

  1. sostituzione di lavoratori assenti
  2. qualifiche non previste nell'organico aziendale
  3. casi definiti nei contratti collettivi di categoria.

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Le limitazioni all'uso di questo strumento:
  1. per le basse qualifiche;
  2. per sostituire lavoratori in sciopero;
  3. nelle unità produttive in cui nei dodici mesi precedenti ci siano stati licenziamenti collettivi;
  4. nel caso di sospensione e/o riduzione dell'orario con integrazione salariale;
  5. per lavori che richiedano sorveglianza medica.

Parità di salario tra lavoratore temporaneo ed impiegato dell'azienda.
Il 5% delle retribuzioni è obbligatoriamente investito in attività di formazione professionale.

L'azienda cliente è responsabile in solido nei confronti del lavoratore.

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I regolamenti:
Il ministero del Lavoro ha inoltre emanato due decreti attuativi (uno riguarda l'istituzione dell'albo delle aziende di lavoro a tempo, l'altro i requisiti per l'iscrizione) e una circolare che disciplina le modalità operative delle aziende di lavoro a tempo.

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La contrattazione fra le parti:
Le trattative sul lavoro a tempo disciplinano tre rapporti di lavoro:

I dipendenti diretti delle aziende di lavoro a tempo. Tra le tre trattative, questa è l'unica che ha visto il traguardo con la firma nel gennaio '98 di un accordo tra sindacati del settore del commercio (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil) e associazioni delle aziende di interinale (Assointerim e Assilt, quest'ultima ora si è fusa con la prima). L'inquadramento per i dipendenti diretti è quello del commercio e terziario con delle novità: l'inserimento di due figure professionali nuove. Si tratta del selezionatore/collocatore e del responsabile di agenzia.

Il 16 aprile è stato sottoscritto da sindacati confederali (Cgil, Cisl e Uil) e Confindustria l'accordo quadro che detta le regole minime per consentire una piena operatività del lavoro temporaneo. Questo accordo però cederà il passo di volta in volta ai contratti di categoria che definiranno le loro regole sul lavoro temporaneo. In particolare l'intesa, raggiunta grazie alla mediazione del ministero del Lavoro, stabilisce che il lavoro interinale può essere utilizzato in misura dell'8% sui lavoratori occupati, da calcolare su media trimestrale. Questo vuol dire che se per tre mesi non si fa ricorso a questo strumento, in un trimestre successivo si può arrivare fino a un 24% di utilizzo. Per quanto riguarda le causali al lavoro temporaneo si può accedere per:
  • punte di più intensa attività,
  • quando l'assunzione sia determinata per l'esecuzione di un'opera di un servizio o di un appalto definiti o predeterminati nel tempo e che non possano essere attuati ricorrendo unicamente ai normali assetti produttivi aziendali,
  • per l'esecuzione di particolari commesse che per la specificità del prodotto richiedano l'impiego di professionalità diverse da quelle impiegate o che presentino carattere eccezionale o che siano carenti sul mercato del lavoro locale.

Per quanto riguarda poi l'esclusione delle basse mansioni a cui fa riferimento la legge 196, l'accordo ha stabilito che sono quelle non rientranti tra le "professionalità intermedie", secondo quanto previsto dall'accordo interconfederale del 31 gennaio '95 sui contratti di formazione lavoro. In pratica sono esclusi dal lavoro temporaneo l'ultimo e il penultimo livello.

Dopo quello interconfederale firmato tra sindacati e Confindustria per dare le regole sull'interinale alla grande industria, il 27 maggio 1998 è stato firmato l'accordo per il settore del terziario e commercio tra sindacati (Fisascat-Cisl, Filcams-Cgil, Uiltucs-Uil) e Confcommercio. L'accordo prevede: una percentuale di utilizzo di lavoratori temporanei pari al 15% degli addetti totali per ogni unità produttiva; l'esclusione delle mansioni del settimo, sesto e parte del quinto livello (si tratta degli ausiliari di vendita); e una lunga casistica di utilizzo tra cui le occasioni di fiere, mostre, mercati e attività connesse.

Anche i lavoratori interinali hanno il loro contratto collettivo nazionale. E' stato infatti firmato tra Assointerim (associazione di società di fornitura di lavoro temporaneo) e sindacati confederali il 28 maggio il primo contratto che riguarda il lavoro temporaneo. I punti fondamentali riguardano le proroghe: sono possibili fino a quattro per un totale massimo di 24 mesi. L'indennità di disponibilità è fissata in 700 mila lire.

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Legge 24 giugno 1997, n. 196
"Norme in materia di promozione dell'occupazione".
(G. U. n. 154 del 4 luglio 1997 - s.o. n. 136)


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